VincenzoJannuzzi
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www.vincenzojannuzzi.it
 
enzo_ianuz@yahoo.it
tel.: 02 4039406
cel.: 349 6792524
c.p. 1041-20101 Milano

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chi è chi?
Vincenzo Jannuzzi, in arte Jan,
oppure 
Janù, come diversamente si firma, è un autore fecondo ed
eccentrico, un fumettaro irriducibile che si muove sulla scena underground

ormai da 30 anni

è ancora in movimento.

 
La produzione di vignette umoristiche,
 
erotiche e satiriche, si accompagna a brevi 
strisce, racconti e illustrazioni, che fin dagli esordi
 
ne fanno un autore capace di spaziare dall'horror all'entertainment
 
per bambini, con la stessa creatività
ed intensità. Autore anche di numerose opere
naturalistiche 
su tela, legno e intonaco di grande formato, che
 
attestano una produzione generosa 
sempre 
alla ricerca di nuove tecniche
espressive.
 
Nasce il 4 Gennaio 1946 a 
Spezzano 
Albanese, un paesino dove si
parlano ancora due lingue come 600
 
anni fa e che se ne sta inerpicato 
sulla 
Sila, in provincia di Cosenza.
Quando 
l'accostiamo esprime un estro
artistico che ci investe, come ci
 
investe il calore/colore di questa
sua terra d'origine, Sud di sole e
di 
vino, di grano e di belle cose così
bramato nei secoli, non solo da
artisti 
ed intellettuali non solo
europei.
Le prime imprese editoriali hanno
 invece luogo 
nella sua seconda terra natale, le colline dell' intorno Ovadese, in terra piemontese, 
storie di terra 
rossa, buon vino e vecchi partigiani prima di un 
girovagare che 
negli anni '60 lo
condurrà a lungo a Roma e poi
 stabilmente a 
Milano.
Nelle 
sue precoci avventure nel 
mondo 
del fumetto, il suo segno si esprime con carattere incisivo e 
sintetico adottando 
le più svariate
 
tecniche, dalla biro nera e colorata
dei primi anni '70 alla china, il
 gessetto ad olio, 
e poi acquarello,
tempera, 
acrilico. E' il periodo 
giovanile 
cui prevale ancora il segno spezzato, il segno/colore, 
un tratteggio 
nervoso che conferisce
 
plasticità ai personaggi sfiorando
 
spesso la deformazione espressionista.
 Sono gli anni 
della critica del segno:è il fumetto in bianco e nero.
L'aerografo e 
tecniche miste segnano gli anni '80 mentre il pennello, 
sempre più raffinato 
e sensuale si applica al cartoncino, legno, tela, 
vetro, plexiglass.
Gli anni '80 sono 
anche quelli del cartonage, del collage e del 
riciclaggio dei 
materiali di scarto domestico, che vedono prevalere 
l'astrattismo 
sul figurativo e l'avvicinamento alla realtà virtuale,
 il computer e 
le sue innumerevoli
 
risorse.
Prevale 
allora la produzione di quadri, bassorilievi e delle serigrafie,
 mentre le pubblicazioni 
si rinnovano
 
ormai solo sulla scena internazionale.
L'esperienza di 
insegnamento ha rappresentato un occasione di 
avvicinamento 
al mondo della pubblicità, della progettazione e arredo d'interni,
 la creazione 
di Calder ed oggetti 
estetici 
con l'uso di materiale plastico riciclato e luci.
Diversamente la 
contaminazione con la cultura Hip Hop, la foto e il video,
 come il ritorno 
al murales durante 
gli 
anni '90, che fugano ogni dubbio sulla sensibilità sociale dell'autore,
 capace di dipingere 
con realismo e passione scorci degli anni '60 e '70,
 fino ad arrivare 
agli anni '90, 
partecipe 
delle trasformazioni del paesaggio sociale e umano della nostra
 penisola; non 
casualmente verrà a lui conferita la cittadinanza onoraria da
 parte del paese 
natale nel 2003 e 
parteciperà 
all'organizzazione e realizzazione del festival 
internazionale 
del fumetto indipendente
 
in Milano del 2002, insieme a 
Matteo 
Guarnaccia, Marco Teatro,
Chris 
Cardinale,Seth Tobocman, 
Mac 
McGill e molti altri.
Autore 
audace, in grado di misurarsi e reinterpretare efficacemente autori
 del calibro di 
Apollinaire e 
Grimmelhausen, 
senza tradire le aspettative riposte da benevoli 
committenti, i 
suoi interessi e tematiche spaziano dalla storia 
al paesaggio, 
dalle scienze naturali 
e 
sociali, al divertissmant e alla 
musica;
e soprattutto 
la stessa biografia ne 
fa 
un autore da leggere in chiave 
cosmopolita, 
che ha viaggiato dalla Francia all'Anatolia, dalla Grecia
 all'Islanda, 
all'Iraq; 
dialogando 
senza pregiudizi con tutte le culture, aperto all'innovazione
 concettuale ed 
estetica.
Jannuzzi 
si rivela capace di offrirci mondi immaginari concreti 
e sorprendenti 
ed è un artista anche per questo: ci accompagna nella 
realtà che narra, 
ma quanto più
 
fedelmente cerca di aderirle, 
più 
ne apprezza la poesia; e cogliendone l'aspetto anche surreale,
 paradossale, 
contraddittorio crea.